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giovedì 18 Giugno 2026
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Serie D, presentata la nuova stagione 2026/27

La nuova stagione di Serie D è pronta a prendere forma. Come ogni anno, l’estate rappresenta il momento della programmazione, delle iscrizioni e delle grandi ambizioni, ma anche quello in cui si definiscono le linee guida che accompagneranno il campionato nel corso dell’annata. A Roma, nella sede del Dipartimento Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti, è andato in scena uno degli appuntamenti più significativi del calendario estivo: l’incontro con le società neopromosse e con i club retrocessi dalla Serie C.

Un momento istituzionale ma anche di confronto, che ha permesso ai dirigenti delle nuove protagoniste della Serie D 2026/27 di approfondire temi organizzativi, regolamentari e burocratici in vista dell’apertura delle iscrizioni.

La Serie D continua a confermarsi il cuore pulsante del calcio italiano. Una categoria capace di unire tradizione e territorio, ambizione e sostenibilità, sogni e sacrifici. Ed è proprio da questa consapevolezza che parte il nuovo corso del massimo campionato dilettantistico.

Serie D, il benvenuto ai nuovi club

La riunione tenutasi nella capitale ha rappresentato il primo passo ufficiale verso la nuova stagione.

Ad accogliere le società che prenderanno parte al campionato sono stati il presidente della LND Giancarlo Abete, il vicepresidente vicario Christian Mossino, il Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero e il segretario Mauro De Angelis.

L’incontro è servito per fornire indicazioni operative ai club e accompagnarli nel percorso che porterà all’inizio della stagione sportiva 2026/27.

Il comunicato della Lega ha evidenziato l’importanza del confronto diretto tra istituzioni e società, un elemento sempre più centrale nella gestione del campionato.

Le date per le iscrizioni alla Serie D

Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il meeting riguarda le scadenze per le iscrizioni.

Le società aventi diritto potranno presentare la domanda di iscrizione dal 3 al 10 luglio, mentre le richieste di ammissione dovranno essere inoltrate tra il 3 e il 7 luglio.

Si tratta di passaggi fondamentali per garantire la regolare composizione dell’organico del campionato.

La Serie D si conferma una realtà sempre più strutturata, nella quale il rispetto delle procedure amministrative assume un ruolo determinante tanto quanto il rendimento sul campo.

Il meeting ha consentito inoltre ai dirigenti di porre domande specifiche e approfondire singole casistiche, favorendo un dialogo costruttivo con il Dipartimento Interregionale.

Serie D, Abete difende il merito sportivo

Tra i passaggi più significativi dell’incontro spiccano le parole del presidente della LND Giancarlo Abete.

Il numero uno della Lega ha sottolineato come il ritorno all’organico di 162 squadre rappresenti un elemento di equilibrio per il sistema calcistico nazionale.

“Dalla scorsa stagione siamo tornati a un organico di 162 squadre e, grazie alle modifiche che abbiamo chiesto per l’articolo 52, oggi per l’ammissione serve una differenza di almeno due categorie.”

Una scelta che, secondo Abete, tutela il merito sportivo e i sacrifici delle società già presenti in categoria.

“Possono quindi accedere solo realtà che perdono la Serie A o la B, una scelta doverosa per tutelare il merito e i sacrifici di chi già milita in questo campionato.”

Parole che ribadiscono il ruolo centrale della Serie D nel panorama calcistico italiano.

La Serie D al centro del calcio del futuro

Il presidente della LND ha poi affrontato un tema destinato a diventare sempre più attuale: il peso crescente della Serie D nel sistema calcio.

“Con il numero di club professionistici destinato a diminuire, la Serie D acquisterà inevitabilmente sempre maggiore centralità.”

Una riflessione che fotografa l’evoluzione del calcio italiano e il ruolo sempre più importante del massimo campionato dilettantistico.

Abete si è espresso anche contro l’ipotesi di creare nuovi livelli intermedi, come una possibile “D di Eccellenza”.

“Moltiplicare le categorie crea solo un sistema inflattivo, facendo lievitare i costi e i debiti sui bilanci.”

Una posizione netta, che pone al centro la sostenibilità economica delle società.

Giovani e territorio: il cuore della Serie D

Uno dei temi storicamente più importanti per la Serie D riguarda la valorizzazione dei giovani.

Lo stesso Abete ha confermato come il confronto con i club sull’utilizzo degli under resti costante e centrale.

“Riflessione che avviene ogni anno di concerto con le società. Per noi il confronto è fondamentale.”

La Serie D rappresenta infatti una palestra fondamentale per la crescita di migliaia di giovani calciatori, molti dei quali riescono successivamente a raggiungere il professionismo.

Il legame con il territorio continua a essere uno degli elementi distintivi della categoria, presente in migliaia di comuni italiani e sostenuta dal lavoro quotidiano di dirigenti e volontari.

Barbiero: settore giovanile e Under 19 sono fondamentali

A chiudere l’incontro è stato l’intervento del Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero.

Le sue parole hanno posto l’attenzione sull’importanza della filiera del settore giovanile e del campionato Under 19.

“Accogliamo realtà diverse che si affacciano a un campionato impegnativo e competitivo, una categoria che da sempre rappresenta una palestra fondamentale per la crescita e la maturazione dei giovani calciatori.”

Barbiero ha poi invitato le società a investire con decisione sui propri vivai.

“Valorizzare i ragazzi cresciuti nel proprio vivaio è una doppia vittoria per le società, oltre a rappresentare una scelta di gestione sostenibile.”

Una visione moderna del calcio, capace di coniugare sviluppo sportivo e sostenibilità economica.

Serie D, numeri in crescita e visibilità sempre maggiore

Negli ultimi anni la Serie D ha registrato una crescita significativa in termini di interesse e partecipazione del pubblico.

Lo stesso Barbiero ha sottolineato i risultati ottenuti sul piano delle presenze negli stadi e delle dirette delle gare.

La possibilità per i club di trasmettere gratuitamente le partite interne sui propri canali social continuerà anche nella prossima stagione.

Uno strumento importante per rafforzare il legame con il territorio, valorizzare gli sponsor locali e avvicinare nuovi appassionati al campionato.

La Serie D si conferma così non soltanto un torneo sportivo, ma anche un patrimonio culturale e sociale diffuso in tutta Italia.

Serie D, una nuova stagione tra ambizione e sostenibilità

La stagione 2026/27 si apre con sfide importanti e con la consapevolezza del ruolo sempre più centrale ricoperto dalla Serie D nel calcio italiano.

Le parole di Giancarlo Abete e Luigi Barbiero delineano una visione chiara: valorizzare il merito sportivo, sostenere i giovani e garantire la sostenibilità economica delle società.

In un calcio che cambia rapidamente, la Serie D continua a rappresentare un punto di riferimento per territori, tifoserie e comunità locali.

Tra sogni di promozione, nuove realtà e storiche piazze pronte a rilanciarsi, il massimo campionato dilettantistico si prepara a vivere un’altra stagione ricca di emozioni.

Perché la Serie D non è soltanto una categoria. È il cuore autentico del calcio italiano.

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