Scafatese-Barletta, gara della Poule Scudetto di Serie D, si chiude con un intenso 1-1 che regala emozioni, tensione e soprattutto la qualificazione a entrambe le squadre nel percorso verso il Titolo Campione d’Italia di Serie D. Al “Vitiello” va in scena una sfida combattuta, nervosa e ricca di episodi decisivi, con i gialloblù che conquistano il primo posto del girone grazie alla migliore differenza reti, mentre i pugliesi staccano il pass per le semifinali come migliore seconda.
Una gara vissuta sul filo dell’equilibrio e della tensione agonistica, capace di raccontare tutta la passione del calcio dilettantistico italiano.
Serie D, Scafatese-Barletta: partenza subito ad alta tensione
La sfida Scafatese-Barletta si accende immediatamente. Mister Ferraro deve fare i conti con assenze pesanti: Suhs resta fermo ai box, mentre Leonardo è costretto ad alzare bandiera bianca subito dopo il riscaldamento. Il tecnico gialloblù sceglie così il 4-3-3 con l’esordiente Arlanch tra i pali, Faiello e Catello Esposito sugli esterni bassi, Baldan e Altobello al centro della difesa.
A centrocampo spazio a Calzone, Acquadro e Sicurella, mentre il tridente offensivo è formato da Volpicelli, Maggio e Dambros. Dall’altra parte mister Paci risponde con un 4-2-3-1 dinamico, affidandosi alla qualità di Da Silva alle spalle di Lattanzio.
Il match cambia volto già dopo appena cinque minuti. Maggio viene espulso al termine di un acceso battibecco con la panchina avversaria e lascia la Scafatese in inferiorità numerica. Un episodio che costringe Ferraro a rivedere immediatamente il piano tattico.
Serie D, la Scafatese resiste e il Barletta prova ad approfittarne
Con un uomo in meno, la Scafatese-Barletta assume contorni ancora più intensi. Ferraro inserisce Guerra, alza Faiello e ridisegna la squadra con una sorta di 4-4-1, lasciando Volpicelli unico riferimento offensivo.
Il Barletta cerca di sfruttare la superiorità numerica attraverso il possesso palla e le verticalizzazioni affidate a Da Silva e Lattanzio, ma la retroguardia gialloblù riesce a mantenere equilibrio e compattezza.
Prima dell’intervallo arriva però un altro episodio destinato a incidere sulla gara. Giambuzzi riceve il cartellino rosso e ristabilisce la parità numerica, riportando la partita su binari di totale equilibrio.
Serie D, Acquadro e Guadalupi firmano il definitivo 1-1
Il momento più emozionante di Scafatese-Barletta arriva tra il 75’ e il 76’. In appena sessanta secondi il match si accende definitivamente.
La Scafatese trova il vantaggio grazie al rigore trasformato con freddezza da Alberto Acquadro, facendo esplodere il “Vitiello” e avvicinando i gialloblù alla qualificazione da primi del girone.
L’entusiasmo dei padroni di casa dura però pochissimo. Il Barletta reagisce immediatamente e trova il pareggio con Guadalupi, rapido nel ribadire in rete un pallone vagante dopo una situazione confusa in area.
Un botta e risposta fulmineo che fotografa perfettamente l’intensità della partita e il valore delle due squadre.
Scafatese-Barletta vale la semifinale
Il pareggio finale premia entrambe le formazioni. La Scafatese chiude il girone al primo posto oer la lotta nella poule scudetto di Serie D grazie alla migliore differenza reti e conquista così l’accesso alle semifinali da testa di serie.
Sorride anche il Barletta, che riesce comunque a qualificarsi come migliore seconda, confermando solidità e competitività in un percorso fin qui molto positivo.
Le due squadre raggiungono così Vado e Desenzano tra le magnifiche quattro della competizione, pronte ora a contendersi il Titolo Campione d’Italia di Serie D.
Il Titolo Campione d’Italia entra nella fase decisiva
La sfida Scafatese-Barletta conferma ancora una volta quanto il Titolo Campione d’Italia sappia regalare spettacolo, agonismo e partite dal grande contenuto emotivo.
Il torneo entra ora nella fase più calda della stagione, dove ogni dettaglio può fare la differenza. La Scafatese ha dimostrato carattere e capacità di soffrire anche in inferiorità numerica, mentre il Barletta ha confermato qualità e mentalità, reagendo immediatamente nel momento più difficile.
Le semifinali promettono equilibrio e grande intensità. E dopo quanto visto al “Vitiello”, una certezza già c’è: nessuno vuole smettere di sognare.



